Ma che donne siamo noi?

7 Giu

sex-and-the-city-stills-photos-03122010-5Premessa 1: La sottoscritta sa lavare, stirare, cucinare, fare la spesa, rassettare casa, rifare i letti e tutto quanto fa di una donna una buona massaia;

Premessa 2: La sottoscritta, vivendo ancora con mammà, fa queste cose raramente ed è quindi armata di profonda inesperienza;

Premessa 3: La sottoscritta è la principessa delle permalose e ne è consapevole.

Tutto ciò premesso, mi chiedo: Ma le donne che non lavorano fuori casa, quelle che una volta si definivano “casalinghe”, cosa vogliono da noi? Avvicinandosi inesorabile la data del mio SI, mi trovo spesso a dover sentire battutine non troppo velate sulla mia (secondo i maligni) “scarsa attitudine” ai lavori domestici e a tutto ciò che concerne la cura della casa. Ciò perché nella vita ho avuto la fortuna di avere una madre che mi ha sempre trattato ( almeno da questo punto di vista) come una principessa. Ed ok, ammettiamolo! Della vita domestica io so tutto ma non faccio un piffero. Insomma so la teoria. Allo stesso modo sono, però, consapevole del fatto che a breve questa pacchia finirà: la smetterò di fare la principessa e dovrò tirar certamente fuori anche un po’ la Cenerentola che è in me; ovviamente chi si sarà preso la briga di leggermi fino a qui si starà chiedendo “Embhè? Dove sta il problema?”. 

Il problema sta nella saccenza! Perché, per chi non lo sapesse, una donna può diventare pure Presidente della Repubblica, ottenere la stima professionale da tutto il mondo, scrivere libri, trattati, scoprire vaccini e cure mediche, ma a quanto pare, non può assurgere all’Olimpo della femminilità se non ha attaccato al muro il diploma di “Maestra di Ragù”. Eh si. E non vi dico il vanto che se ne fanno le altre, quelle che questo diploma lo tengono. Saccenti!

E che importa se tuo marito ti considera un’idiota; che vuol dire che quando torna a casa il massimo che ti può chiedere è di fargli trovare il piatto in tavola; che cazzo vuol dire il fatto che tu abbia letto in un mese più libri di quanti loro possano leggere nell’arco dell’intera loro esistenza? Il bucato lo sai fare? No? E mettiti scorno!

Cosa? I viaggi? Hai visto i posti? Embhè? Loro hanno fatto quel bel viaggio di nozze! Gesù che vai a nominare…

Hai visitato i musei? Hai visitato le mostre? Niente di meno, loro hanno fatto quelle belle pasquette alla Reggia di Caserta!

Dentro? Le stanze? No quelle non le hanno viste ma si so mangiate il casatiello sul prato! Coi bimbi che giocavano a pallone…

Tu, piuttosto, ti dovresti dare una svegliata. Non puoi parlare con nessuno: non conosci l’ultima star del programma della De Filippi, non conosci l’ultimo sceneggiato di apologia della camorra, leggi i libri e che li leggi a fare se poi non sai nemmeno chi ha vinto Amici? (E tu solo così scopri che ancora lo fanno).

Insomma tu arrivi a 34 anni, credi avere fatto qualcosa nella vita: hai preso una laurea, hai studiato pure la notte per avere un titolo professionale, hai letto, scritto, frequentato convegni, bazzicato la politica, segui le ultime novità letterarie eppure ti perdi, ti perdi se ti vengono a chiedere “Ma con chi è fidanzata mò la Arcuri?” E allora vai nel panico; si  è vero la mattina vai in udienza, si è vero il pomeriggio scrivi, si è vero segui i dibattiti, i convegni, sei informata ma che donna sei se l’anno prossimo ti sposi e hai fatto la lavatrice meno di 4/5 volte in vita tua (e ogni volta devi andare a leggere le istruzioni)?

N.b.

La mia non vuole essere assolutamente un’invettiva contro quelle donne che scelgono nella vita di svolgere le nobili e complesse missioni di moglie e madre, bensì un invito a comprendere e a non mettere in cattiva luce chi nella vita, oltre a quello che avete fatto voi, ha fatto molto e molto altro ancora; no perché se poi vogliamo iniziare la conta di ciò che non sapete fare voi, rischiate grosso! 

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3 Risposte to “Ma che donne siamo noi?”

  1. Roberta giugno 11, 2013 a 9:24 pm #

    Questo vale anche per chi come me al contrario, ha lavorato poco ed è stata in casa. Mi sono sempre sentita dire: ” ma che ne sai tu della vita? Stai sempre a casa, non sai che vuol dire farsi il mazzo! Sei una mantenuta e leggi solo libri, ma a che ti servono?! “. Sta cosa mi ha causato non pochi problemi con me stessa, non avendo molta autostima, questi bei discorsi e complimenti, non hanno fatto altro che influire ancora di più sul mio carattere, ovviamente in modo negativo! Io vorrei sapere da queste persone ( che c’hanno da ridire su chi lavora e chi invece resta per sua volontà a casa: “he cazzo ve ne fotte? MI portate sulle spalle per caso??? “). Un giorno, apro un negozio, mi faccio veramente il culo da mattina a sera per un annetto e mezzo, la cosa non ingrana, chiudo e indovinate che mi son venuti a dire nel frattempo???!!! ” Eeeeeeeeh e tu lo chiami lavorare questo? Non sei dipendente, sei tu che ti gestisci ” ergo NON FACEVO COMUNQUE UN CAZZO PER LORO! Sia che una donna lavori sia che resti a casa, per molti non andrà mai bene, che poi vorrei ribadire: ” MA VOI CHE FATE? AVETE VINTO IL NOBEL PER LA PACE? AVETE TROVATO LA FORMULA PER L’ACQUA PESANTE?” Bah! Fatto sta, che oggi ho imparato un pochino a fregarmene di questi giudizi non richiesti, maleducati e volti solo a offendere la persona. Ah, un giorno Maria, se vorrai e avrai un figlio e lavorerai, allora si aprirà un nuovo mondo per te: ” LE LAVORATRICI CHE FANNO CARRIERA A SCAPITO DEI FIGLI! “. Quante persone incontrerai che ti giudicheranno… insomma, facciamocene una ragione, la gente parla e lo farà sempre, magari perchè in realtà, quello che facciamo noi, loro non avrebbero mai il coraggio di farlo, sia rimanere a casa e farsi il culo come casalinga e magari pure madre sia andare a lavorare e farsi comunque il culo. Io sono per il vivI e il lascia vivere, non sono nessuno per giudicare le scelte di un altro essere, se a una sta bene rimanere a casa che ci stia, se invece vuol andà a lavorare che vada, fatti suoi comunque!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Ipazia giugno 11, 2013 a 9:33 pm #

      Onorata di avere un tuo commento sul mio blog.
      Ovviamente, il fatto di stare qui a porci delle questioni simili è sintomo che purtroppo le critiche fanno male, giusto o sbagliato che sia, noi ne risentiamo.

      • Roberta giugno 11, 2013 a 9:37 pm #

        Beh, puoi essere forte quanto vuoi, ma a furia di sentirti dire sempre certe cose, alla fine inizi pure a credere che abbiano ragione o quantomeno, ti fanno sentire ‘na mezza sega… Il punto è che quasi sempre, certe opinioni, sono inutili e soprattutto maleducate, dette solamente per ferirti e questo è uno schifo. Ognuno è libero di fare ciò che vuole della propria vita e non deve dar conto a nessuno punto.

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